domenica 22-10-2017
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Risotto del giornalista 2017: Maurizio Potocnik, Stefano Basello e Wladimiro Gobbo ci riprovano con una innovativa ricetta.

RISOTTO DEL GIORNALISTA 2017 - Isola della Scala VR (FIERA DEL RISO)

RISOTTO DEL GIORNALISTA 2017 – Isola della Scala VR (FIERA DEL RISO)

Potocni- Basello - Gobbo Risotto del Giornalista 2017

Potocnik- Basello – Gobbo Risotto del Giornalista 2017

Il Risotto innovativo: Radical chic col fondo

Il Risotto innovativo: Radical chic col fondo

Glera - Rifermentazione in bottiglia con 36 mesi sui lieviti

Glera – Rifermentazione in bottiglia con 36 mesi sui lieviti

Risotto del giornalista 2017:

Maurizio Potocnik, Stefano Basello e Wladimiro Gobbo ci riprovano con una innovativa ricetta.

Si è svolto il 20 settembre alla 51° Fiera del Riso di Isola della Scala (VR) il “RISOTTO DEL GIORNALISTA”, il concorso che ha prevede la la sfida ai fornelli  di 8 squadre capitanate ciascuna da un giornalista, la squadra di Maurizio Potocnik (editore e critico enogastronomico) si è ripresentata, dopo la vittoria della scorsa edizione del premio “miglior abbinamento risotto/vino”, con una innovativa ricetta denominata “Risotto Radical chic col fondo” che prevede l’utilizzo del fondo del vino sfericizzato come ingrediente principale/tema del piatto, ricetta nata con l’aspirazione di creare una indissolubilità tra vino e cibo non solo come abbinamento, ma parte integrante dei un piatto.

Il risotto realizzato con il riso Vialone Nano di Isola della Scala è stato abbinato allo stesso vino dal quale è stato prelevato il “fondo” per la realizzazione delle sfere: il Radicale sui liveiti diBellenda (36 mesi in punta sui lieviti), aperto sempre a testa in giù, un vino fuori dagli schemi e senza compromessi rifermentato in bottiglia senza solfiti aggiunti.

L’innovativa ricetta e l’abbinamento è stato studiata assieme allo chef del ristorante Il Fogolar Là di Moret di Udine Stefano Basello, del Somellier Wladimiro Gobbo (Sommelier AIS Veneto delegato della provincia di Treviso), assieme all’azienda Bellenda, una delle cantine che nel territorio del Prosecco Superiore Docg da anni persegue con grande successo una linea di ricerca nella produzione enologia del territorio tra Conegliano e Valdobbiadene.

Nel 2016 il vino Redicale è stato premiato come “miglior effervescenza naturale” a Best of Alpe Adria nella guida Magnar Ben 2016, mentre il ristorante iIL Fogolar dell’Hotel Là di Moret è “miglior cucina d’hotel” a Best of Alpe Adria 2017 di Guida Magnar Ben/BEST GOURMET.

 

I Premi del risotto del Giornalista 2017 quest’anno sono andati a:

Miglior Risotto: Vincenzo Beni (ANSA)

Miglior abbinamento risotto / vino: Antonino Padovese (Corriere del Veneto)

Premio autocritica (giornalisti partecipanti: Furio Baldassi (Il Piccolo e collaboratore guida Magnar Ben BEST GOURMET)

 

La Redazione

Club Magnar Ben Editore in Alpe Adria

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MASSERIE LUXURY – LA NUOVA FRONTIERA DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO DI QUALITA’ E DEL BENESSERE IN ITALIA

MASSERIA SAN DOMENICO - SAVELLETRI PUGLIA

MASSERIA SAN DOMENICO – SAVELLETRI PUGLIA

 

MASSERIE LUXURY – LA NUOVA FRONTIERA DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO DI QUALITA’ E DEL BENESSERE IN ITALIA.

PUGLIA: C’E’ MAGIA IN MASSERIA.

Una volta all’anno usciamo dal nostro territorio dell’Alpe Adria per scoprire le bellezze del resto d’Italia, un paese che sorprende per natura, paesaggio, mare, arte, cultura, storia, turismo, enogastronomia, agricoltura. 7.500 circa i chilometri di coste in un susseguirsi di forme, unicità e tipicità che non hanno concorrenza con nessun altro paese al mondo. Quest’anno la Puglia. Già il viaggio di quasi 1.000 chilometri tra mare che appare e scompare, tra l’azzurro, il verde, il blu ed ancora il blu intenso, le pinete, il marrone ed il rosso della terra delle campagne, uliveti, vigneti, città e piccoli borghi arroccati è davvero una bella esperienza, ma la vera sorpresa è tornare in Puglia dopo tanti anni in un breve tour in quelle che sono le nuove frontiere del turismo: le masserie.

Se ne parla da una decina d’anni, ma in quest’ ultimo  quinquennio c’è una evidente forte crescita di queste strutture che un tempo erano adibite in parte a luogo di lavoro agricolo, stoccaggio e rimessa di attrezzi ed in parte alle residenze padronali, spesso fortificate. Ve ne racconterò 3 una più bella ed emozionante dell’altra, tutte con un’energia particolare,  positiva. La prima, la Masseria San Domenico a Savelletri di Fasano, una piccola insegna artigianale: la ruota in pietra di una macina, un grande cancello ed un citofono, 700 metri di viale tra palme, ulivi e oleandri sono il preludio all’assoluta vacanza rural-chic nella masseria che incorpora la maestosa torre, costruita dai Cavalieri della Croce di Malta.

Dalla terrazza il silenzio di 300 ettari di ulivi, orti e campo da golf, piscina e il mare di un profondo blu. La “visionaria” di cotanta bellezza è la signora Marisa Melpignano, partita in tempi turistici non sospetti con l’idea di condividere la propria residenza estiva con ospiti, prima solo amici di famiglia, poi, piano piano, dopo una poderosa ma rispettosa ristrutturazione, anche ospiti internazionali provenienti da tutto il mondo che ora possono godere di una magica atmosfera da film, un’area spa dedicata alla talassoterapia condotta con acqua marina pescata a 400 metri di profondità che viene filtrata e lavorata in purezza. 2 piscine, due spiagge private servite a qualsiasi ora dalla navetta dell’hotel e 2 ristoranti dei quali uno in masseria nell’ex frantoio fronte piscina ed un fronte mare.

Così nasce la Masseria San Domenico, seguita da Borgo Egnazia (tanto per intenderci quello dove da 2 anni soggiorna la rock star Madonna), il campo Golf con 18 buche, altre masserie dedicate all’accoglienza tra cui l’ultima nata, “Le Carrube” con una forte identità rural-chic che si traduce in pura emozione nel segno della cucina vegetariana condotta con tecnica ed esperienza dallo chef  Massimo Santoro che utilizza materie prime al 100 % provenienti dall’orto di proprietà e, si sa, qui la materia prima è speciale. Alberobello e Ostuni vicinissime.

il ristorante della Masseria San Domenico

il ristorante della Masseria San Domenico

San Domenico a mare

San Domenico a mare

Il viale di Masseria San Domenico

Il viale di Masseria San Domenico

La piscina di Masseria San Domenico

La piscina di Masseria San Domenico

Masseria Le Carrube

Masseria Le Carrube – Fasano – Ostuni

il ristorante vegetariano di Masseria Le Carrube

il ristorante vegetariano di Masseria Le Carrube

Lo Chef del ristorante Masseria Le Carrube

Lo Chef del ristorante Masseria Le Carrube – Lo chef Massimo Santoro

Da questo territorio che costeggia il mare Adriatico, verso l’entroterra proprio sulla via Appia antica, detta la via del sole che attraversa la parte nord del Salento collegando i due mari (Ionio e Adriatico) da Brindisi a Taranto raggiungiamo la Masseria della Tenuta Moreno, masseria fortificata del ‘700 a pochi chilometri dalla cittadina di Mesagne che nel cuore del borgo antico del castello raccoglie il SUM Sistema Urbano Mesagne con lo splendore delle facciate barocche. Tre le cose da visitare senza indugio a Mesagne (cittadina poco conosciuta dalla massa turistica):  il  Museo di Arte Sacra, un interessantissimo percorso tra oggetti storici di culto di grande valore, la meravigliosa chiesa settecentesca di Sant’Anna, il Castello Normanno Svevo sede del Museo Archeologico e della Civiltà Messapica e naturalmente il centro urbano con le sue piazze, le viuzze pullulanti di attività , enoteche e ristorantini. “La nostra intenzione”, dice Pierangelo Argentieri, proprietario della Tenuta Moreno e ideatore del progetto museale “è quella di partire dalla bella e suggestiva Piazza Orsini, per far conoscere a tutti gli ospiti del nostro territorio, tutte le peculiarità eccezionali che la città di Mesagne e la sua storia possono vantare, dall’architettura urbana delle “20  chiese” fino alle esperienze archeologiche degli scavi di Muro Tenente e degli stalli della Via Appia Antica.”

La Tenuta Moreno è immersa in un parco d’uliveti di 13 ettari, un grande orto biologico coltivato per tutti i fabbisogni della cucina e un ficaio con ben 70 tipologie di fichi provenienti dal mediterraneo. Piscine, sala congressi, spa, cucina tipica di mare e orti. Il relax è perfetto e, per chi ama il mare, a 15 minuti l’adriatico e a 25 minuti le coste sabbiose dello Ionio con in mezzo una sosta imperdibile, Grottaglie la città delle ceramiche. Due le visite d’obbligo: l’atelier di Enza Fasano e le sue meravigliose ceramiche ornamentali/artistiche e il laboratorio/esposizione del Maestro ceramista Orazio Del Monaco. Una Puglia da incorniciare ricca di energia nuova, stimolante e magica.

Tenutas Moreno il muro di cinta della masseria fortificata

Tenutas Moreno il muro di cinta della masseria fortificata – Mesagne

L'orto biologico di Tenuta Moreno

L’orto biologico di Tenuta Moreno – Mesagne

La piscina di Tenuta Moreno

La piscina di Tenuta Moreno – Mesagne

Enza Fasano ed il marito nel loro atelier di ceramiche - Grottaglie

Enza Fasano ed il marito nel loro atelier di ceramiche – Grottaglie

Il Maestro Orazio del Monaco nel suo laboratorio di Grottaglie

Il Maestro Orazio del Monaco nel suo laboratorio di Grottaglie

Chissà che non si possa fare un gemellaggio ALPE ADRIA-PUGLIA!

Le coordinata del vostro viaggio:

Masseria San Domenico – Savelletri – www.masseriasandomenico.com

Masseria Le Carrube – Contrada Spennati Ostuni – www.masserialecarrubeostuni.it

Masseria Tenuta Moreno – Mesagne –  www.tenutamoreno.it

Borgo Egnazia – www.borgoegnazia.it

www.enzafasano.it

Facebook.com/ceramicadelmonaco

 

Maurizio Potocnik

per Club Magnar Ben Editore

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TINO E CLOONEY, 74° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA. CIAK SI GIRA!

Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica VENEZIA 74 . Official chef Tino Vettorello

Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica VENEZIA 74 . Official chef Tino Vettorello

 

 

Chef Tino Vettorello e l'attore George Clooney

Chef Tino Vettorello e l’attore George Clooney

 

Chef Tino Vettorello e l'attore Mat Damon

Chef Tino Vettorello e l’attore Mat Damon

Piatto dedidica di chef Tino Vettorello a Geaorge Clooney

Piatto dedidica di chef Tino Vettorello a Geaorge Clooney

Chef Tino Vettorello

Chef Tino Vettorello

chef Tino e Vettorello e l'editore/scrittore Maurizio Potocnik

chef Tino e Vettorello e l’editore/scrittore Maurizio Potocnik

Chef Tino Vettorello nel suo esclusivo ristorante "Terrazza Biennale"

Chef Tino Vettorello nel suo esclusivo ristorante “Terrazza Biennale”

TINO E CLOONEY, 74° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA. CIAK SI GIRA!

Chiude con successo la 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia anche per l’enogastronomia con lo chef ufficiale Tino Vettorello che promuove, da ormai 10 edizioni, la cucina italiana, veneta e i prodotti legati al mare Adriatico ed alla terra.  “Tino”, “Tino”, “Tino”…tutti lo cercano, tutti lo vogliono e tutti passano nella sua celeberrima “Terrazza Biennale”, per un drink, una presentazione, un pranzo una cena ufficiale, una serata in riva al mare. Tutti gli attori e le attrici naturalmente, come ad esempio George Clooney, che torna a assaggiare con la moglie il suo “piatto dedica” dello chef Tino, il rombo alla Clooney, questa volta rivisitato con branzino, le erbe spontanee delle barene, sfumato al Prosecco con lamponi e salicornia, oppure l’attore Mat Damon che si è soffermato a degustare un buon un Prosecco con chef Tino che non ha esitato a scherzare su quanto hanno affermato i tabloid britannici negli ultimi giorni in merito al vino più famoso del mondo.

Undici giorni davvero intensi non stop dalle 10 del mattino a notte fonda inoltrata sia nel ristorante della terrazza Biennale sia in tutto l’areale della Mostra nella quale Tino con la suo organizzazione Tino Eventi (una squadra di ben 70 persone tra pasticceri, chef, barman, camerieri) ha rifocillato attori, registi, giornalisti, televisioni e appassionati del cinema che anche quest’anno sono accorsi numerosissimi al red carpet più famoso d’Italia.

Sembra proprio che Tino si trovi a sua agio qui alla Mostra Internazionale del Cinema e sembra che anche tutti gli attori ormai condividano con curiosità e simpatia la cucina salutistica tra il mare e gli orti che Tino da ben 10 edizioni propone….e chissà che non sia in arrivo una novità alle prossime edizioni con Tino interprete in una pellicola  a sfondo enogastronomico.

Ciak si gira!

Maurizio Potocnik per Club Magnar Ben

fotografie: Maurizio Potocnik

IL VERO TIRAMISU’ ORIGINALE TREVIGIANO SUL LIBRO “TREVISO CON IL GUSTO IN BOCCA E GLI OCCHI ALL’INSU’

IL VERO TIRAMISU’ ORIGINALE TREVIGIANO SUL LIBRO “TREVISO CON IL GUSTO IN BOCCA E GLI OCCHI ALL’INSU’
Il vero e originale Tiramisù trevigiano

Il vero e originale Tiramisù trevigiano

Libro: Treviso con il gusto in bocca e gli occhi all'insù

Libro: Treviso con il gusto in bocca e gli occhi all’insù

IL VERO TIRAMISU’ ORIGINALE TREVIGIANO SUL LIBRO “TREVISO CON IL GUSTO IN BOCCA E GLI OCCHI ALL’INSU’

In questi giorni si è parlato e discusso tanto sulla vera origine del dolce più famoso al mondo, il Tiramisù. A Treviso lo aveva censito negli anni ’60 Giuseppe Maffioli nel suo libro  ”La Cucina Trevigiana”come piatto tipico nato nel capoluogo della marca trevigiana, dato confermato anche dall’Accademia della Cucina Italiana di cui Maffioli era delegato per la provincia di Treviso. Anche in Friuli pare che all’Hotel Roma di Tolmezzo, negli anni ’60, il dolce fosse chiamato “tirimi sù un poc’.

Oggi il Tiramisù è una vera disputa tra le due regioni in fatto di appartenenza storica, visto che proprio in Friuli è stato depositato come uno dei piatti tipici della regione. Anche noi del libro “Treviso con il gusto in bocca e gli occhi all’insù” abbiamo voluto ripercorrere la città attraverso le sue ricette più storiche e tipiche, quindi tra una “Sopa Coada” , un riso “al tajo” e una “salsa in pevarada” abbiamo proposto la ricetta originale del Tiramisù o Tiramesù, quella depositata dal Maffioli con: 6 tuorli d’uovo, 500 g di mascarpone, biscotti savoiardi, caffè zuccherato (selezione caffè Zanatta) e cacao amaro in polvere. Il Tiramisù è stato realizzato da Tiziana Rinaldi e fotografato dall’enogastronomo Maurizio Potocnik.

Il libro Treviso con il gusto in bocca e gli occhi all’insù edito da Club Magnar Ben, è stato ideato da Maurizio Potocnik (collana “il gusto nell’urbs picta”) con la collaborazione narrativa di Cristiana Sparvoli e Michele Potocnik.

Fotografie originali di Maurizio Potocnik

In libreria a € 19,80 oppure acquistalo direttamente nel nostro bookshop.

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ASPETTANDO CLOONEY, SERATA SPUMEGGIANTE CON LO CHEF UFFICIALE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

ASPETTANDO CLOONEY, SERATA SPUMEGGIANTE CON LO CHEF UFFICIALE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
lo chef Tino Vettorello di Tino Eventi e la sua brigata di cucina

lo chef Tino Vettorello di Tino Eventi e la sua brigata di cucina

ASPETTANDO CLOONEY, SERATA SPUMEGGIANTE CON LO CHEF UFFICIALE DELLA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA. Una serata davvero spumeggiante si è svolta al ristorante Tre Panoce di Conegliano (TV) per la presentazione in anteprima alla stampa del menù ufficiale dello chef Tino Vettorello alla 41° mostra Internazionale del Cinema di Venezia (30 agosto 9 settembre). Ancora una volta lo chef Tino Vettorello ha dimostrato di avere grandi capacità organizzative e una cucina ricca di cromie e di spunti tra mare e orti, tra la cultura e l’identità veneta, Italiana con una visione internazionale. Al lido di Venezia saranno impegnati più di 70 persone tra cucina e servizio nei vari punti ristorativi della mostra e nella splendida Terrazza Biennale. Tra le novità il ritorno dell’attore definito il più “affascinante del mondo” George Clooney, al quale Tino aveva dedicato un piatto  celeberrimo: il branzino alla Clooney. Ma Tino, ormai considerato lo chef delle star del cinema, è famoso per i vari piatti/dedica, oltre a Clooney , Tino ha dedicato piatti a Vasco Rossi (l’orata spericolata), a Red Canzian (rossso positivo) e a tante altre star del cinema e della musica. Probabilmente un “leone d’oro alla cucina” bisognerebbe assegnarlo proprio a Tino.

di Maurizio Potocnik

MAURIZIO POTOCNIK IL VISIONARIO DELL’ALPE ADRIA ENOGASTRONOMICA

Maurizio Potocnik ripreso con lo chef Stefano Basello durante una trasmissione

Maurizio Potocnik ripreso con lo chef Stefano Basello durante una trasmissione

MAURIZIO POTOCNIK IL VISIONARIO DELL’ALPE ADRIA ENOGASTRONOMICA. 

Un collega lo ha definito cosi, classe 1960, diplomato alla scuola di Enologia di Conegliano TV nel 1979, enologo con approfondimenti agronomici e tecniche di degustazione dei vini, nel mondo della musica negli anni ’80 come cantante e produttore, poi master a Milano di comunicazione, pubblicità e comunicazione integrata.

Nel 1994 scrive la prima guida gastronomica della provincia di Treviso denominata Magnar Ben in migliori ristoranti della Marca Trevigiana, il marchio con i due chef che camminano portando un enorme piatto, farà tanta strada con 22 anni di edizioni, molti libri e trasmissioni televisive dedicate alle migliori cucine, vini e prodotti della macroregione dell’Alpe Adria tra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Austria, Slovenia e Croazia. E’ stato il precursone della visione trasfrontaliera enogastronomica di una macroregione unica al mondo, ma non solo ha fondato il premio internazionale BEST OF ALPE ADRIA per promuovere la ristorazione a 360°, dalle trattorie alle osterie con cucina ai ristoranti blasonati e a quelli “fuori città”, promuvere prodotti e produttori sconosciuti, vini da piccoli viticoltori e microproduzioni agroalimentari.

Oltre a scrivere 22 edizioni della guida Magnar Ben, ora definita BEST GOURMET ha scritto varie guide territoriali nel prosecco Superiore, nel territorio del Piave, ha scritto e pubblicato diversi libri vincendo come autore ed editore il “Miglior libro del Mondo” al Gourmand  CookBook Word Award nel 2016 con il libro “Conegliano con il Gusto in bocca e gli occhi all’insù” edito da Club Magnar Ben. Vince “il miglior libro italiano” come editore e talent scout del libro Vasocottura di Cristian Mometti, libro che arriva 4° al mondo nell’editoria enogastronomica. Vince ancora miglior libro iteliano nel 2013 con il libro “Il Pesce Povero diventa Chic” dedicato alla valorizzazione del pesce azzurro dell’alto Adriatico nelle nostre tavole ed in cucina. Nel 2017 scrive il libro “Treviso con il Gusto in bocca e gli occhi all’insù, la seconda edizione della collana Viaggio nel gusto dell’urbs picta. Nel 2016 è regista e conduttore della trasmissione televisiva ALPE ADRIA COOKING SHOW in anda su TV7 triveneta nel 2016, una trasmissione che promuove le migliri cucine e i migliori vini della macroregione europea. Collabora con diverse televisioni a carattere nazionale. Per l’anno 2018 nella guida Magnar ben BEST GOURMET 2018, che sarà pubblicata a dicembre, curerà la parte dedicata a 400 ristoranti in collaborazione con una nutrita schiera di giornalisti senior e personalmente la selezione dei migliori prodotti e dei 100 vini più costosi con annate speciali e riserve.

IL MAITRE DI SALA AL RISTORANTE – “MA DOVE VAI SE IL MAITRE NON CE L’HAI”

IL MAITRE DI SALA AL RISTORANTE – “MA DOVE VAI SE IL MAITRE NON CE L’HAI”
Maurizio dall'Osto, Award Best of Alpe Adria 2016 Miglior Maitre di sala

Maurizio dall’Osto, Award Best of Alpe Adria 2016 Miglior Maitre di sala

 

 

Renato Gazzola Award Best of Alpe Adria 2015 Miglior Mitre di Sala - Là di Moret

Renato Gazzola Award Best of Alpe Adria 2015 Miglior Mitre di Sala – Là di Moret

MA DOVE VAI SE IL MAITRE NON CE L’HAI.

“Ma dove vai se il Maitre non ce l’hai”. Se da diversi anni cuochi e chef sono gli indiscussi  protagonisti nel mondo della ristorazione, certo non si può dire lo stesso per la figura del maitre di sala, eppure il successo di quello che succederà  al vostro tavolo è dovuto non solamente a una buona cucina, ma anche all’opitalità, al servizio ed alla carta vini. Chi gestisce la sala ha una grande responsabilità, tanto grande come quella dello chef , un buon maitre non solo dovrà curare l’accoglienza che deve essere gentile e premurosa ma anche dovrà essere saggio compagno di consigli utili per abbinare un vino, raccontarlo, oppure raccontare un prodotto, nella sua provenienza e nella sua qualità, abbinarlo ad un altro, oppure saper grattuggiare il formaggio con cura, mettere la dose giusta di olio e di aceto, usare l’affetta tartufi, versare il vino al momento giusto e tante altre cose anche in “sapienza umana”. Da diversi anni noi di Club Magnar Ben cerchiamo di valorizzare questa figura professionale al ristorante con un premio dedicato al “miglior maitre di sala nella macroregione dell’Alpe Adria”, nel 2015 questo importante riconoscimento è andato al maitre Renato Gazzola da 30 anni al ristorante Fofolar del Là di Moret di Udine, nel 2016 a Maurizio dall’Osto maitre del ristorante Tavernetta al Castello (Castelko di Spessa GO) che coccola i clienti con grande e sincera “amorevolezza” per questo importante lavoro. Anche nell’edizione 2018 della guida Magnar Ben BEST GOURMET® verrà assegnato questo importante riconoscimento, chi sarà a vincerlo tra i 400 ristoranti segnalati e recensiti?

 

 

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I 100 VINI PIU’ COSTOSI su guida Magnar Ben Best Gourmet 2018, Italia, Slovenia, Austria, Croazia

I 100 VINI PIU’ COSTOSI su guida Magnar Ben Best Gourmet 2018, Italia, Slovenia, Austria, Croazia
Guida Magnar ben BEST GOURMET 2018 - 650 pagine di gusto dedicate esclusivamente all'Alpe Adria

Guida Magnar ben BEST GOURMET 2018 – 650 pagine di gusto dedicate esclusivamente all’Alpe Adria

GUIDA MAGNAR BEN BEST GOURMET 2018.

400 ristoranti

i 100 vini più costosi – riserve e annate speciali

i migliori prodotti oli, aceti, salumi, formaggi, pasta, marmellate, conserve etc…- 

La nuova rubrica Relax & Gourmet® dedicata ai 10 migliori Hotel lussuosi con cucina gourmet

Sarà un’edizione davvero “ricca” in tutti i sensi e uscirà i primi di dicembre la 22° edizione di Magnar Ben BEST GOURMET 2018, l’unica guida che da 22 anni promuove questo territorio ricco di identità gastronomiche, vitivinicole, agroalimentari, culturali, uniche al mondo tra la Lombardia dell’est, il Trentino Alto Adige, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, La Carinzia, la Stiria, la Slovenia e la regione dell’Istria in Croazia.

Un team di esperti giornalisti, guidati da Maurizio Potocnik, fondatore dell’associazione culturale e della guida, approfondisce e ricerca le migliori realtà ogni anno in ogni provincia e in ogni regione di questo territorio abitato da circa 25.000.000 milioni di persone. Un territorio straordinariamente unico al mondo, come unici sono tutti i ristoranti, le trattorie, lo osterie, gli hotel, le aziende vinicole e le aziende del comparto agroalimentare. Una unicità raccontata in più di 650 pagine con fotografie a colori, ricche schede degustative e rubriche per appassionati wine and food lovers, tra le quali 400 ristoranti selezionati, 100 vini più costosi italiani, sloveni e croati, 50 prodotti di selezione e ricerca da piccoli produttori del settore alimentare e agrolalimentare.

Nella rubrica 1 100 vini più costosi, le annate speciali e le riserve condotta da Maurizio Potocnik, editore e critico enogastronomico, troverete: i vini più costosi del Veneto, i vini più costosi del Friuli Venezia Giulia, i vini più costosi del Trentino Alto Adige, i vini più costosi del Franciacorta, i vini più costosi di Slovenia, Croazia e Austria.

Dall’anno 2012 la Guida promuove anche gli Awards BEST OF ALPE ADRIA, premio internazionale dedicato alle migliori  esperienze annuali ristorative, enogastronomiche e produttive ed anche per l’anno 2018 saranno assegnati 20 awards.

Un grazie a tutti coloro che ci seguono da anni, a tutte le aziende, alle attività che ci sostengono e a tutti coloro che lavorano e che rendendo questo progetto unico e inimitabile, ma soprattutto un punto di riferimento di alta qualità per chi ama conoscere, viaggiare, incontrare, condividere, nella massima serenità e senza mai sbagliare una sosta, un ristorante, un vino, un prodottosia di piccole e sia grandi realtà dove in ognuna vi sentirete sempre “a casa vostra”.

CLUB MAGNAR BEN EDITORE da  22 anni con voi.

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DA NANDO A MORTEGLIANO IL NUMERO UNO DEI GOLOSI IN ALPE ADRIA.

Brigata di cucina del ristorate Da Nando e l'Editore Potocnik

Brigata di cucina del ristorate Da Nando e l’Editore Potocnik

 

 

Vitello a crudo con tartufo di Muzzana e Caviale

Vitello a crudo con tartufo di Muzzana e Caviale

La Patate sgonflade

La Patate sgonflade

La patate sgonflade ed il tartufo di Muzzana

La patate sgonflade ed il tartufo di Muzzana

Il dessert pura scioglievolezza

Il dessert pura scioglievolezza

DA NANDO A MORTEGLIANO IL NUMERO UNO DEI GOLOSI IN ALPE ADRIA.

Lo dice la guida Magnar Ben BEST GOURMET 2017, che aggiudica alla Famiglia Uanetto del ristorante Da Nando di Mortegliano, l’award internazionale BEST OF ALPE ADRIA 2017 come miglior ristorante della tradizione di tutta la macroregione tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia. L’ambito premio è stato assegnato per l’indomita promozione dei prodotti friulani a tavola nelle loro stagioni, la coerenza con i sapori veri, quelli di una cucina dove il prodotto è il principe della tavola. Ma non solo, il ristorante di Ivan e Sandro Uanetto, rappresenta una vera e propria oasi di “ristorazione” con la “R ” maiuscola, uno di quei luoghi dove vorresti tornare sempre. Una cantina spettacolare parte promuovendo amici vignaioli friulani e va nel mondo. Sarà davvero dura per i suoi “concorrenti” strappargli questo riconoscimento. Tra le altre cose il ristorante Trattoria da nando ha partecipato ultimamente ad alcune trasmissioni televisiva nazionali e interegionali come Gusto rubrica del TG 5 di  Canale 5 e Alpe Adria Cooking Show diretta sempre da Maurizio Potocnik, l’enogastronomo che da 22 anni promuove la cultura del cibo e del vino in questa meravigliosa macroregione.

STREGATI DALLA LAGUNA

Maurizio Potocnik talent scout dell'enogastronomia dell'Alpe Adrai

Maurizio Potocnik talent scout dell’enogastronomia dell’Alpe Adria editore e critico enogastronomico

STREGATI DALLA LAGUNA

La faccia enogastronomica sconosciuta della laguna di Venezia e Jesolo

Chi non è mai stato a Venezia, in viaggio, per una passeggiata, per un week-end, per una luna di miele e chi essendo stato a Venezia, un giro in laguna non lo ha mai fatto? La laguna di Venezia e di Jesolo è così vicina a questi due poli turistici che ospitano una ventina di milioni di turisti ogni anno, tra persone che pernottano e persone che le visitano. Della laguna tutti conoscono le isole dei famosi vetri di Murano, i merletti di Burano e le sue case dipinte, l’isola di Torcello per le sue chiese e la storica ristorazione dove mangiavano le star del cinema. Ma c’è un’altra laguna quella che vive (Mose a parte) sempre nel silenzio, in un mondo tutto suo, è lei stessa a tutelarsi e a scondire i suoi ritmi lenti ed i suoi spazi tra i 550 km quadrati di estensione fatti da isole, barene, acqua, canali, valli, orti e vigneti storici . Vi sarà capitato spesso navigando di vedere questa estensione d’acqua punteggiata dalle isole, e vi sarà capitato di vedere che vicino alla vostra barca c’è una figura umana che si procura la cena emergendo fino al ginocchio, eppure, voi pensavate di navigare acque più profonde! Sorpresi, certo, ma non solo per questo, la laguna è tutto un “pullulare” di vita e di cose sconosciute ai più, cose che non si vedono (a parte le vecchie alte torri telemetriche della Grande Guerra) e cose che non si conoscono. Strano, con tutto il turismo che la sfiora. La laguna la paragonerei ad una donna bellissima, pericolosa per chi non la conosce, quasi timida ma allo stesso tempo fiera nei suoi paesaggi e nella ricca fauna di animali, di curiosità, di storia, materna e avvolgente come una madre con i suoi cuccioli. La laguna è un abbraccio che vi potrebbe stregare, e far innamorare non solo nel sentimento, ma anche di gola e di pancia.

Gli orti veneziani sono conosciuti fin dai tempi antichi, la laguna era il primo fornitore di verdure, carne e latte, addirittura di vino prodotto nelle isole (Malvasia e Dorona) della Serenissima Repubblica di Venezia. Oggi gli orti ci sono ancora con i suoi ortaggi e alberi da frutto con le sue eccellenze chiamate “castraure” (germogli dei carciofi violetti di San’Erasmo), le giuggiole, quelle del “brodo” tanto per intenderci, il miele di barena, le melette del Cavallino, la succosa pesca bianca di Venezia, la susina gialla di Lio Piccolo, i pomodori del Cavallino, il fagiolino meraviglia di Venezia. Potrei continuare ma mi fermo perché oggi vi voglio parlare delle erbe spontanee delle barene e del loro utilizzo in cucina, una cosa da veri intenditori. Le barene sono degli affioramenti di terra che periodicamente sommersi delle acque di marea, in questi terreni salmastri crescono varie tipologie di erbe spontane, alcune di esse sono edibili e gastronomicamente parlando entusiasmanti. Ma bisogna imparare a conoscerle ed amarle, raccoglierle, rispettando l’ambiente.

A Venezia c’è lo chef Daniele Zennaro che le ha studiate approfondendo il loro utilizzo in cucina in collaborazione con Gabriele Bisetto, architetto di giardini ed esperto di botanica lagunare. Daniele è l’unico chef che sa trattare con profondità questa materia e non si tratta solo di abbinare i gusti, si tratta di cucinare la salicornia, l’erbe minutina, la portulaca, il finocchio di mare, il sintonico, lo spinacio di mare o spinasso, la bieta, il riscolo, la roscanella, la porcellana marina. Sono tutte piante che amano vivere vicine all’acqua, sapide di gusto quindi (basta salare poco o addirittura non salare in qualche caso, utilizzate spesso in passato come curative e anti-infiammatorie.

Dall’aperitivo al santonico, si eleva in bocca la sapidità della minutina fritta in pastella (erba stella) assieme alla salsa dei go (uno dei pesci poveri della laguna), si morde un rinfrescante “tacos Veneziano” fatto con radicchio di Chioggia o con la cialda del formaggio grana con il pesce lotregano, il finocchio di mare e la portulaca (strepitoso), oppure le sarde arrostite con la misticanza di tarassaco, bieta selvatica, carletti, spinaci di mare con olio e semi di canapa. La tagliatella con margarote (conchiglia con 2 valve, a forma di cuore), salicornia e fiori di malva stupisce per cromie e gusti e il dolce finale con i petali di magnolia in tempura con aceto balsamico di ciliegie. La cucina con le erbe spontanee è una cucina diversa, emozionante, ricca. Nel territorio Daniele non è l’unico e proporre le erbe in cucina ma sicuramente è l’unico che dovrebbe ricevere un premio, ci sono altri come il ristorante Terrazza Mare Marcandole situato in una delle più suggestive location tra fiume Sile la laguna ed il mar Adriatico di fronte allo storico faro di Jesolo. Mangiare qui è prendere contatto con le forme più ancestrali di vita, quasi a contatto con l’acqua e il faro là a proteggere ed illuminare il fascino di un momento romantico e gustoso Il Terrazza Mare Marcandole è infatti un luogo di ristorazione gourmet e Roberto Bardella uno dei titolari e chef ama raccoglierle personalmente nei luoghi dove crescono spontanee per proporle in qualche menù stagionale (ricordate che ogni tipologia di pianta ha sempre un suo luogo preciso).

In  laguna quindi si mangia ben assai a km 0, ma cosa si beve a km 0? Tanti ancora non lo sanno ma nella laguna di Venezia ci sono vigne e che vigne! Ci sono vini e che vini! La cosa spettacolare è che nelle isole veneziane non serve la chimica in vigna e nemmeno le solforose aggiunte nei vini, la natura protegge la vigna ed il vino. A Sant’Erasmo, ad esempio, ci sono 4 ettari e mezzo di vigneto piantato una decina d’anni fa dall’imprenditore francese Michel Thoulouze, che venduto il suo impero televisivo è venuto a fare l’agricoltore ed il viognier qui in laguna. E’ stato amore a prima vista con lo spirito rurale e lo stille lento e vintage dell’isola di Sant’erasmo, definito da sempre l’orto di Venezia ma anche l’amore per tre vitigni che adorano il mare: Malvasia Istriana, Vermentino di Sardegna e Fiano d’Avellino. Un solo vino prodotto chiamato semplicemente “Orto di Venezia”, vincitore nel 2017 dell’Award “Miglior Vino Bianco” a BEST OF ALPE ADRIA. Una piccola parte per in bottiglie Magnum viene affondato con una rete nell’acqua della laguna. Dove? Mi chiederete voi, ovviamente Michel non me lo ha detto, ma ne ha aperto uno incrostato di conchiglie. Sapido certo ma anche lungo e intenso, elegante e complesso. Una sorta di raggio di sole che s’immerge nell’acqua, con profumi dei lontani “suk”mandorla, fiori di liquirizia, buccia d’arancia, miele di barena  e masala lagunare. Un grande vino prodotto in 16.000 esemplari e 500 Magnum (Magnum 1,5 l € 60 – bottiglia 0,75 € 25 in cantina).

Nella stessa isola ancora un piccolo produttore, Gastone Vio, che non commercializza il vino prodotto nel suo vigneto che è anche vigneto più antico e originale di Dorona presente in laguna. Magari se siete simpatici, un calicetto potrebbe anche offrirvelo, ma solo se siete simpatici e appassionati!

Ancora vigne al Cimitero di Venezia, all’interno del Monastero di San Michele in Isola, ci sono vigneti di Malvasia, Dorona e Glera (Prosecco), mentre alla Giudecca piccole vigne di Merlot, Cabernet Franc, Cabernet sauvignon, Carmenere e Lambrusco Marani. Ancora nell’isola di Vignole qualche sparuta pianta di Verduzzo dorato, Glera, Dorona, Bianchetta e Malvasia. C’è anche una piccola associazione con una produzione che raccoglie le uve dalle varie isole e vinifica naturalmente nei tini e nelle botti nel convento di San Michele chiamata Laguna nel bicchiere che propone 6 etichette con lo slogan “le vigne ritrovate”: il “turgide Vignole al Vento”, il “In vino Veritas”, il rosso “Gnecca” la “Dorona di Sant’Erasmo” il “Tana sconta” ed il vino”Gli Arcangeli scalzi”

Nel cuore di Venezia, a fianco la trattoria “Corte Sconta”, un piccolo vigneto di Tocai che ha ormai cent’anni. Nell’isola di Mazzorbo il poco meno di un ettaro di vigneto a Dorona, l’antico vitigno autoctono isolano reinpiantato con nuove barbatelle dalla famiglia Bisol dentro le mura di Venissa e chiamato appunto, Venissa (bottiglia con foglia d’oro da 0,50 cl al prezzo di € 160) Altro vigneto lo troverete nella laguna nord di Jesolo e Venezia nell’isola di Santa Cristina, qui l’azienda Le Carline a regime biologico produce l’Ammiana Rosso da uvaggio bordolese di Merlot e Cabernet Sauvignon. Un vino vegano che troverete anche nello shop on-line dell’azienda (www.shop-lecarline.com) a 9 € a bottiglia. Silenzi ancestrali, lunghi percorsi in bicicletta, piazzette d’un tempo, ponti, canali, bragossi, natura…tanta natura che almeno per una volta nella storia vince contro l’uomo.

articolo di Maurizio Potocnik - Fotografie di: Maurizio Potocnik

Piccola legenda delle erbe spontanee delle barene:

salicornia, la minutina, la portulaca, il finocchio di mare, il sintonico, lo spinacio di mare o spinasso, la bieta, il riscolo, la roscanella, la porcellana marina

(Se le raccogliete fatelo con una forbice o coltellino da cucina senza togliere la radice).

Piccola legenda dei vitigni presenti in laguna:

Dorona, Merlot e Cabernet Sauvignon, Malvasia Istriana, Vermentino di Sardegna e Fiano d’Avellino, Carmenere, Lambrusco Marani, Tocai, Glera.

Piccola legenda dei vini della laguna:

Orto di Venezia prodotto da Orto di Venezia, Venissa prodotto da Bisol, Ammiana Rosso biologico e vegano prodotto da Le carline, i vini turgide Vignole al Vento, il “In vino Veritas, il rosso Gnecca, la Dorona di Sant’Erasmo il Tana sconta ed il vino Gli Arcangeli scalzi sono prodotti dall’associazione Laguna nel bicchiere (per assaggiarli bisogna andare in loco), il Dorona del Signor Vio (non acquistabile).

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