domenica 20-08-2017
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ASPETTANDO CLOONEY, SERATA SPUMEGGIANTE CON LO CHEF UFFICIALE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

lo chef Tino Vettorello di Tino Eventi e la sua brigata di cucina

lo chef Tino Vettorello di Tino Eventi e la sua brigata di cucina

ASPETTANDO CLOONEY, SERATA SPUMEGGIANTE CON LO CHEF UFFICIALE DELLA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA. Una serata davvero spumeggiante si è svolta al ristorante Tre Panoce di Conegliano (TV) per la presentazione in anteprima alla stampa del menù ufficiale dello chef Tino Vettorello alla 41° mostra Internazionale del Cinema di Venezia (30 agosto 9 settembre). Ancora una volta lo chef Tino Vettorello ha dimostrato di avere grandi capacità organizzative e una cucina ricca di cromie e di spunti tra mare e orti, tra la cultura e l’identità veneta, Italiana con una visione internazionale. Al lido di Venezia saranno impegnati più di 70 persone tra cucina e servizio nei vari punti ristorativi della mostra e nella splendida Terrazza Biennale. Tra le novità il ritorno dell’attore definito il più “affascinante del mondo” George Clooney, al quale Tino aveva dedicato un piatto  celeberrimo: il branzino alla Clooney. Ma Tino, ormai considerato lo chef delle star del cinema, è famoso per i vari piatti/dedica, oltre a Clooney , Tino ha dedicato piatti a Vasco Rossi (l’orata spericolata), a Red Canzian (rossso positivo) e a tante altre star del cinema e della musica. Probabilmente un “leone d’oro alla cucina” bisognerebbe assegnarlo proprio a Tino.

di Maurizio Potocnik

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MAURIZIO POTOCNIK IL VISIONARIO DELL’ALPE ADRIA ENOGASTRONOMICA

Maurizio Potocnik ripreso con lo chef Stefano Basello durante una trasmissione

Maurizio Potocnik ripreso con lo chef Stefano Basello durante una trasmissione

MAURIZIO POTOCNIK IL VISIONARIO DELL’ALPE ADRIA ENOGASTRONOMICA. 

Un collega lo ha definito cosi, classe 1960, diplomato alla scuola di Enologia di Conegliano TV nel 1979, enologo con approfondimenti agronomici e tecniche di degustazione dei vini, nel mondo della musica negli anni ’80 come cantante e produttore, poi master a Milano di comunicazione, pubblicità e comunicazione integrata.

Nel 1994 scrive la prima guida gastronomica della provincia di Treviso denominata Magnar Ben in migliori ristoranti della Marca Trevigiana, il marchio con i due chef che camminano portando un enorme piatto, farà tanta strada con 22 anni di edizioni, molti libri e trasmissioni televisive dedicate alle migliori cucine, vini e prodotti della macroregione dell’Alpe Adria tra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Austria, Slovenia e Croazia. E’ stato il precursone della visione trasfrontaliera enogastronomica di una macroregione unica al mondo, ma non solo ha fondato il premio internazionale BEST OF ALPE ADRIA per promuovere la ristorazione a 360°, dalle trattorie alle osterie con cucina ai ristoranti blasonati e a quelli “fuori città”, promuvere prodotti e produttori sconosciuti, vini da piccoli viticoltori e microproduzioni agroalimentari.

Oltre a scrivere 22 edizioni della guida Magnar Ben, ora definita BEST GOURMET ha scritto varie guide territoriali nel prosecco Superiore, nel territorio del Piave, ha scritto e pubblicato diversi libri vincendo come autore ed editore il “Miglior libro del Mondo” al Gourmand  CookBook Word Award nel 2016 con il libro “Conegliano con il Gusto in bocca e gli occhi all’insù” edito da Club Magnar Ben. Vince “il miglior libro italiano” come editore e talent scout del libro Vasocottura di Cristian Mometti, libro che arriva 4° al mondo nell’editoria enogastronomica. Vince ancora miglior libro iteliano nel 2013 con il libro “Il Pesce Povero diventa Chic” dedicato alla valorizzazione del pesce azzurro dell’alto Adriatico nelle nostre tavole ed in cucina. Nel 2017 scrive il libro “Treviso con il Gusto in bocca e gli occhi all’insù, la seconda edizione della collana Viaggio nel gusto dell’urbs picta. Nel 2016 è regista e conduttore della trasmissione televisiva ALPE ADRIA COOKING SHOW in anda su TV7 triveneta nel 2016, una trasmissione che promuove le migliri cucine e i migliori vini della macroregione europea. Collabora con diverse televisioni a carattere nazionale. Per l’anno 2018 nella guida Magnar ben BEST GOURMET 2018, che sarà pubblicata a dicembre, curerà la parte dedicata a 400 ristoranti in collaborazione con una nutrita schiera di giornalisti senior e personalmente la selezione dei migliori prodotti e dei 100 vini più costosi con annate speciali e riserve.

IL MAITRE DI SALA AL RISTORANTE – “MA DOVE VAI SE IL MAITRE NON CE L’HAI”

IL MAITRE DI SALA AL RISTORANTE – “MA DOVE VAI SE IL MAITRE NON CE L’HAI”
Maurizio dall'Osto, Award Best of Alpe Adria 2016 Miglior Maitre di sala

Maurizio dall’Osto, Award Best of Alpe Adria 2016 Miglior Maitre di sala

 

 

Renato Gazzola Award Best of Alpe Adria 2015 Miglior Mitre di Sala - Là di Moret

Renato Gazzola Award Best of Alpe Adria 2015 Miglior Mitre di Sala – Là di Moret

MA DOVE VAI SE IL MAITRE NON CE L’HAI.

“Ma dove vai se il Maitre non ce l’hai”. Se da diversi anni cuochi e chef sono gli indiscussi  protagonisti nel mondo della ristorazione, certo non si può dire lo stesso per la figura del maitre di sala, eppure il successo di quello che succederà  al vostro tavolo è dovuto non solamente a una buona cucina, ma anche all’opitalità, al servizio ed alla carta vini. Chi gestisce la sala ha una grande responsabilità, tanto grande come quella dello chef , un buon maitre non solo dovrà curare l’accoglienza che deve essere gentile e premurosa ma anche dovrà essere saggio compagno di consigli utili per abbinare un vino, raccontarlo, oppure raccontare un prodotto, nella sua provenienza e nella sua qualità, abbinarlo ad un altro, oppure saper grattuggiare il formaggio con cura, mettere la dose giusta di olio e di aceto, usare l’affetta tartufi, versare il vino al momento giusto e tante altre cose anche in “sapienza umana”. Da diversi anni noi di Club Magnar Ben cerchiamo di valorizzare questa figura professionale al ristorante con un premio dedicato al “miglior maitre di sala nella macroregione dell’Alpe Adria”, nel 2015 questo importante riconoscimento è andato al maitre Renato Gazzola da 30 anni al ristorante Fofolar del Là di Moret di Udine, nel 2016 a Maurizio dall’Osto maitre del ristorante Tavernetta al Castello (Castelko di Spessa GO) che coccola i clienti con grande e sincera “amorevolezza” per questo importante lavoro. Anche nell’edizione 2018 della guida Magnar Ben BEST GOURMET® verrà assegnato questo importante riconoscimento, chi sarà a vincerlo tra i 400 ristoranti segnalati e recensiti?

 

 

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I 100 VINI PIU’ COSTOSI su guida Magnar Ben Best Gourmet 2018, Italia, Slovenia, Austria, Croazia

I 100 VINI PIU’ COSTOSI su guida Magnar Ben Best Gourmet 2018, Italia, Slovenia, Austria, Croazia
Guida Magnar ben BEST GOURMET 2018 - 650 pagine di gusto dedicate esclusivamente all'Alpe Adria

Guida Magnar ben BEST GOURMET 2018 – 650 pagine di gusto dedicate esclusivamente all’Alpe Adria

GUIDA MAGNAR BEN BEST GOURMET 2018.

400 ristoranti

i 100 vini più costosi – riserve e annate speciali

i migliori prodotti oli, aceti, salumi, formaggi, pasta, marmellate, conserve etc…- 

La nuova rubrica Relax & Gourmet® dedicata ai 10 migliori Hotel lussuosi con cucina gourmet

Sarà un’edizione davvero “ricca” in tutti i sensi e uscirà i primi di dicembre la 22° edizione di Magnar Ben BEST GOURMET 2018, l’unica guida che da 22 anni promuove questo territorio ricco di identità gastronomiche, vitivinicole, agroalimentari, culturali, uniche al mondo tra la Lombardia dell’est, il Trentino Alto Adige, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, La Carinzia, la Stiria, la Slovenia e la regione dell’Istria in Croazia.

Un team di esperti giornalisti, guidati da Maurizio Potocnik, fondatore dell’associazione culturale e della guida, approfondisce e ricerca le migliori realtà ogni anno in ogni provincia e in ogni regione di questo territorio abitato da circa 25.000.000 milioni di persone. Un territorio straordinariamente unico al mondo, come unici sono tutti i ristoranti, le trattorie, lo osterie, gli hotel, le aziende vinicole e le aziende del comparto agroalimentare. Una unicità raccontata in più di 650 pagine con fotografie a colori, ricche schede degustative e rubriche per appassionati wine and food lovers, tra le quali 400 ristoranti selezionati, 100 vini più costosi italiani, sloveni e croati, 50 prodotti di selezione e ricerca da piccoli produttori del settore alimentare e agrolalimentare.

Nella rubrica 1 100 vini più costosi, le annate speciali e le riserve condotta da Maurizio Potocnik, editore e critico enogastronomico, troverete: i vini più costosi del Veneto, i vini più costosi del Friuli Venezia Giulia, i vini più costosi del Trentino Alto Adige, i vini più costosi del Franciacorta, i vini più costosi di Slovenia, Croazia e Austria.

Dall’anno 2012 la Guida promuove anche gli Awards BEST OF ALPE ADRIA, premio internazionale dedicato alle migliori  esperienze annuali ristorative, enogastronomiche e produttive ed anche per l’anno 2018 saranno assegnati 20 awards.

Un grazie a tutti coloro che ci seguono da anni, a tutte le aziende, alle attività che ci sostengono e a tutti coloro che lavorano e che rendendo questo progetto unico e inimitabile, ma soprattutto un punto di riferimento di alta qualità per chi ama conoscere, viaggiare, incontrare, condividere, nella massima serenità e senza mai sbagliare una sosta, un ristorante, un vino, un prodottosia di piccole e sia grandi realtà dove in ognuna vi sentirete sempre “a casa vostra”.

CLUB MAGNAR BEN EDITORE da  22 anni con voi.

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DA NANDO A MORTEGLIANO IL NUMERO UNO DEI GOLOSI IN ALPE ADRIA.

Brigata di cucina del ristorate Da Nando e l'Editore Potocnik

Brigata di cucina del ristorate Da Nando e l’Editore Potocnik

 

 

Vitello a crudo con tartufo di Muzzana e Caviale

Vitello a crudo con tartufo di Muzzana e Caviale

La Patate sgonflade

La Patate sgonflade

La patate sgonflade ed il tartufo di Muzzana

La patate sgonflade ed il tartufo di Muzzana

Il dessert pura scioglievolezza

Il dessert pura scioglievolezza

DA NANDO A MORTEGLIANO IL NUMERO UNO DEI GOLOSI IN ALPE ADRIA.

Lo dice la guida Magnar Ben BEST GOURMET 2017, che aggiudica alla Famiglia Uanetto del ristorante Da Nando di Mortegliano, l’award internazionale BEST OF ALPE ADRIA 2017 come miglior ristorante della tradizione di tutta la macroregione tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia. L’ambito premio è stato assegnato per l’indomita promozione dei prodotti friulani a tavola nelle loro stagioni, la coerenza con i sapori veri, quelli di una cucina dove il prodotto è il principe della tavola. Ma non solo, il ristorante di Ivan e Sandro Uanetto, rappresenta una vera e propria oasi di “ristorazione” con la “R ” maiuscola, uno di quei luoghi dove vorresti tornare sempre. Una cantina spettacolare parte promuovendo amici vignaioli friulani e va nel mondo. Sarà davvero dura per i suoi “concorrenti” strappargli questo riconoscimento. Tra le altre cose il ristorante Trattoria da nando ha partecipato ultimamente ad alcune trasmissioni televisiva nazionali e interegionali come Gusto rubrica del TG 5 di  Canale 5 e Alpe Adria Cooking Show diretta sempre da Maurizio Potocnik, l’enogastronomo che da 22 anni promuove la cultura del cibo e del vino in questa meravigliosa macroregione.

STREGATI DALLA LAGUNA

Maurizio Potocnik talent scout dell'enogastronomia dell'Alpe Adrai

Maurizio Potocnik talent scout dell’enogastronomia dell’Alpe Adria editore e critico enogastronomico

STREGATI DALLA LAGUNA

La faccia enogastronomica sconosciuta della laguna di Venezia e Jesolo

Chi non è mai stato a Venezia, in viaggio, per una passeggiata, per un week-end, per una luna di miele e chi essendo stato a Venezia, un giro in laguna non lo ha mai fatto? La laguna di Venezia e di Jesolo è così vicina a questi due poli turistici che ospitano una ventina di milioni di turisti ogni anno, tra persone che pernottano e persone che le visitano. Della laguna tutti conoscono le isole dei famosi vetri di Murano, i merletti di Burano e le sue case dipinte, l’isola di Torcello per le sue chiese e la storica ristorazione dove mangiavano le star del cinema. Ma c’è un’altra laguna quella che vive (Mose a parte) sempre nel silenzio, in un mondo tutto suo, è lei stessa a tutelarsi e a scondire i suoi ritmi lenti ed i suoi spazi tra i 550 km quadrati di estensione fatti da isole, barene, acqua, canali, valli, orti e vigneti storici . Vi sarà capitato spesso navigando di vedere questa estensione d’acqua punteggiata dalle isole, e vi sarà capitato di vedere che vicino alla vostra barca c’è una figura umana che si procura la cena emergendo fino al ginocchio, eppure, voi pensavate di navigare acque più profonde! Sorpresi, certo, ma non solo per questo, la laguna è tutto un “pullulare” di vita e di cose sconosciute ai più, cose che non si vedono (a parte le vecchie alte torri telemetriche della Grande Guerra) e cose che non si conoscono. Strano, con tutto il turismo che la sfiora. La laguna la paragonerei ad una donna bellissima, pericolosa per chi non la conosce, quasi timida ma allo stesso tempo fiera nei suoi paesaggi e nella ricca fauna di animali, di curiosità, di storia, materna e avvolgente come una madre con i suoi cuccioli. La laguna è un abbraccio che vi potrebbe stregare, e far innamorare non solo nel sentimento, ma anche di gola e di pancia.

Gli orti veneziani sono conosciuti fin dai tempi antichi, la laguna era il primo fornitore di verdure, carne e latte, addirittura di vino prodotto nelle isole (Malvasia e Dorona) della Serenissima Repubblica di Venezia. Oggi gli orti ci sono ancora con i suoi ortaggi e alberi da frutto con le sue eccellenze chiamate “castraure” (germogli dei carciofi violetti di San’Erasmo), le giuggiole, quelle del “brodo” tanto per intenderci, il miele di barena, le melette del Cavallino, la succosa pesca bianca di Venezia, la susina gialla di Lio Piccolo, i pomodori del Cavallino, il fagiolino meraviglia di Venezia. Potrei continuare ma mi fermo perché oggi vi voglio parlare delle erbe spontanee delle barene e del loro utilizzo in cucina, una cosa da veri intenditori. Le barene sono degli affioramenti di terra che periodicamente sommersi delle acque di marea, in questi terreni salmastri crescono varie tipologie di erbe spontane, alcune di esse sono edibili e gastronomicamente parlando entusiasmanti. Ma bisogna imparare a conoscerle ed amarle, raccoglierle, rispettando l’ambiente.

A Venezia c’è lo chef Daniele Zennaro che le ha studiate approfondendo il loro utilizzo in cucina in collaborazione con Gabriele Bisetto, architetto di giardini ed esperto di botanica lagunare. Daniele è l’unico chef che sa trattare con profondità questa materia e non si tratta solo di abbinare i gusti, si tratta di cucinare la salicornia, l’erbe minutina, la portulaca, il finocchio di mare, il sintonico, lo spinacio di mare o spinasso, la bieta, il riscolo, la roscanella, la porcellana marina. Sono tutte piante che amano vivere vicine all’acqua, sapide di gusto quindi (basta salare poco o addirittura non salare in qualche caso, utilizzate spesso in passato come curative e anti-infiammatorie.

Dall’aperitivo al santonico, si eleva in bocca la sapidità della minutina fritta in pastella (erba stella) assieme alla salsa dei go (uno dei pesci poveri della laguna), si morde un rinfrescante “tacos Veneziano” fatto con radicchio di Chioggia o con la cialda del formaggio grana con il pesce lotregano, il finocchio di mare e la portulaca (strepitoso), oppure le sarde arrostite con la misticanza di tarassaco, bieta selvatica, carletti, spinaci di mare con olio e semi di canapa. La tagliatella con margarote (conchiglia con 2 valve, a forma di cuore), salicornia e fiori di malva stupisce per cromie e gusti e il dolce finale con i petali di magnolia in tempura con aceto balsamico di ciliegie. La cucina con le erbe spontanee è una cucina diversa, emozionante, ricca. Nel territorio Daniele non è l’unico e proporre le erbe in cucina ma sicuramente è l’unico che dovrebbe ricevere un premio, ci sono altri come il ristorante Terrazza Mare Marcandole situato in una delle più suggestive location tra fiume Sile la laguna ed il mar Adriatico di fronte allo storico faro di Jesolo. Mangiare qui è prendere contatto con le forme più ancestrali di vita, quasi a contatto con l’acqua e il faro là a proteggere ed illuminare il fascino di un momento romantico e gustoso Il Terrazza Mare Marcandole è infatti un luogo di ristorazione gourmet e Roberto Bardella uno dei titolari e chef ama raccoglierle personalmente nei luoghi dove crescono spontanee per proporle in qualche menù stagionale (ricordate che ogni tipologia di pianta ha sempre un suo luogo preciso).

In  laguna quindi si mangia ben assai a km 0, ma cosa si beve a km 0? Tanti ancora non lo sanno ma nella laguna di Venezia ci sono vigne e che vigne! Ci sono vini e che vini! La cosa spettacolare è che nelle isole veneziane non serve la chimica in vigna e nemmeno le solforose aggiunte nei vini, la natura protegge la vigna ed il vino. A Sant’Erasmo, ad esempio, ci sono 4 ettari e mezzo di vigneto piantato una decina d’anni fa dall’imprenditore francese Michel Thoulouze, che venduto il suo impero televisivo è venuto a fare l’agricoltore ed il viognier qui in laguna. E’ stato amore a prima vista con lo spirito rurale e lo stille lento e vintage dell’isola di Sant’erasmo, definito da sempre l’orto di Venezia ma anche l’amore per tre vitigni che adorano il mare: Malvasia Istriana, Vermentino di Sardegna e Fiano d’Avellino. Un solo vino prodotto chiamato semplicemente “Orto di Venezia”, vincitore nel 2017 dell’Award “Miglior Vino Bianco” a BEST OF ALPE ADRIA. Una piccola parte per in bottiglie Magnum viene affondato con una rete nell’acqua della laguna. Dove? Mi chiederete voi, ovviamente Michel non me lo ha detto, ma ne ha aperto uno incrostato di conchiglie. Sapido certo ma anche lungo e intenso, elegante e complesso. Una sorta di raggio di sole che s’immerge nell’acqua, con profumi dei lontani “suk”mandorla, fiori di liquirizia, buccia d’arancia, miele di barena  e masala lagunare. Un grande vino prodotto in 16.000 esemplari e 500 Magnum (Magnum 1,5 l € 60 – bottiglia 0,75 € 25 in cantina).

Nella stessa isola ancora un piccolo produttore, Gastone Vio, che non commercializza il vino prodotto nel suo vigneto che è anche vigneto più antico e originale di Dorona presente in laguna. Magari se siete simpatici, un calicetto potrebbe anche offrirvelo, ma solo se siete simpatici e appassionati!

Ancora vigne al Cimitero di Venezia, all’interno del Monastero di San Michele in Isola, ci sono vigneti di Malvasia, Dorona e Glera (Prosecco), mentre alla Giudecca piccole vigne di Merlot, Cabernet Franc, Cabernet sauvignon, Carmenere e Lambrusco Marani. Ancora nell’isola di Vignole qualche sparuta pianta di Verduzzo dorato, Glera, Dorona, Bianchetta e Malvasia. C’è anche una piccola associazione con una produzione che raccoglie le uve dalle varie isole e vinifica naturalmente nei tini e nelle botti nel convento di San Michele chiamata Laguna nel bicchiere che propone 6 etichette con lo slogan “le vigne ritrovate”: il “turgide Vignole al Vento”, il “In vino Veritas”, il rosso “Gnecca” la “Dorona di Sant’Erasmo” il “Tana sconta” ed il vino”Gli Arcangeli scalzi”

Nel cuore di Venezia, a fianco la trattoria “Corte Sconta”, un piccolo vigneto di Tocai che ha ormai cent’anni. Nell’isola di Mazzorbo il poco meno di un ettaro di vigneto a Dorona, l’antico vitigno autoctono isolano reinpiantato con nuove barbatelle dalla famiglia Bisol dentro le mura di Venissa e chiamato appunto, Venissa (bottiglia con foglia d’oro da 0,50 cl al prezzo di € 160) Altro vigneto lo troverete nella laguna nord di Jesolo e Venezia nell’isola di Santa Cristina, qui l’azienda Le Carline a regime biologico produce l’Ammiana Rosso da uvaggio bordolese di Merlot e Cabernet Sauvignon. Un vino vegano che troverete anche nello shop on-line dell’azienda (www.shop-lecarline.com) a 9 € a bottiglia. Silenzi ancestrali, lunghi percorsi in bicicletta, piazzette d’un tempo, ponti, canali, bragossi, natura…tanta natura che almeno per una volta nella storia vince contro l’uomo.

articolo di Maurizio Potocnik - Fotografie di: Maurizio Potocnik

Piccola legenda delle erbe spontanee delle barene:

salicornia, la minutina, la portulaca, il finocchio di mare, il sintonico, lo spinacio di mare o spinasso, la bieta, il riscolo, la roscanella, la porcellana marina

(Se le raccogliete fatelo con una forbice o coltellino da cucina senza togliere la radice).

Piccola legenda dei vitigni presenti in laguna:

Dorona, Merlot e Cabernet Sauvignon, Malvasia Istriana, Vermentino di Sardegna e Fiano d’Avellino, Carmenere, Lambrusco Marani, Tocai, Glera.

Piccola legenda dei vini della laguna:

Orto di Venezia prodotto da Orto di Venezia, Venissa prodotto da Bisol, Ammiana Rosso biologico e vegano prodotto da Le carline, i vini turgide Vignole al Vento, il “In vino Veritas, il rosso Gnecca, la Dorona di Sant’Erasmo il Tana sconta ed il vino Gli Arcangeli scalzi sono prodotti dall’associazione Laguna nel bicchiere (per assaggiarli bisogna andare in loco), il Dorona del Signor Vio (non acquistabile).

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PERCHE’ SEVEN YOUNG CHEF, LA GRAN CENA DI GALA DELL’ALPE ADRIA 2017 E’ STATA UNA CENA INNOVATIVA?

 

SEVEN YOUNG CHEF O ALPE ADRIA 2017

SEVEN YOUNG CHEF OF ALPE ADRIA 2017

Menù SEVEN YOUNG CHEF  Of  ALPE ADRIA 2017

Menù SEVEN YOUNG CHEF
Of ALPE ADRIA 2017

 

Chef Marko Gorela Istrian Tapas - Slovenia

Chef Marko Gorela Istrian Tapas – Slovenia

 

Chef Dimitri Mattiello ristorante Dimitri (VI)

Chef Dimitri Mattiello ristorante Dimitri (VI)

 

Chef Carlo Nappo Podere dell'Angelo PN

Chef Carlo Nappo
Podere dell’Angelo PN a Seven young Chef of Alpe Adria

 

Andrea Nardin chef di Antico Veturo PD

Andrea Nardin chef di Antico Veturo PD

 

Chef Marco Parenzan ritorante Makallè TV

Chef Marco Parenzan ritorante Makallè TV

 

Chef Luca Cesaro di Terrazza Mare Marcandole TV

Chef Luca Cesaro di Terrazza Mare Marcandole TV

Chef Marco Pirillo ristorante Terrazza Mare Marcandole VE

Chef Marco Pirillo ristorante Terrazza Mare Marcandole VE

 

 

PERCHE’ SEVEN YOUNG CHEF  LA GRAN CENA DI GALA DELL’ALPE ADRIA 2017 E’ STATA UNA CENA INNOVATIVA?

Vedo in giro che un’ po’ tutti si muovono per avere chef e ristoranti stellati di qua e di là, certo lo “stellato” è ormai entrato nel gergo comune del nostro linguaggio ed è sinonimo di chef/ristorante prestigioso e famoso, ovviamente, io non la penso così, molti dei ristorante premiati nell’edizione di Best of Alpe Adria non sono nemmeno citati nelle grandi guide italiane che spesso peccano di presunzione e di francesismo, cioè valutano bene solo gli chef e ristoranti che fanno cucina moderna, senza considerare minimamente che esiste anche un’ altro mondo di cucina, quella tradizionale, fatta con grandi prodotti con grandi piatti della tradizione, cito ad esempio in provincia di Udine due nomi: il Là di Moret di Udine e la Trattoria da Nando di Mortegliano. Questi due ristoranti che sono davvero storici e che hanno creato la grande cucina friulana, dalle guide nazionali e dalla Michelin, non sono considerati, io se fossi in voi ci farei una riflessione.

Con SEVEN ho voluto mettere sul piatto 7 giovani chef dai 26 ai  34 anni, nessuno stellato (forse a qualcuno o anche a tutti di questi chef arriveranno le stelle), ho voluto metterli alla prova, nessuno di loro si era mai incontrato, forse pochi si conoscevano di nome e di piatto, vuoi anche perché molto distanti tra di loro nei rispettivi ristoranti di Jesolo, Treviso, Vicenza, Padova, Pordenone, Slovenia, ma io personalmente li avevo già conosciuti tutti e tutti e ognuno di loro mi aveva entusiasmato.

Sette portate e sette abbinamenti con sei vini ed un gin, eccoli: Luca Cesaro di Terrazza Mare Marcandole (VE) con il tonno marinato alle erbe, rapa rossa e maionese alla soia abbinato allo “Zero infinito” di Pojesr e Sandri, Andrea Nardin chef dell’ Antico Veturo (PD) che ha presentato un carpaccio d’orata, piselli, mandorla fresca, albicocca, erbe spontanee e  acqua di pomodoro ai lamponi abbinato al Superiore di cartizze “Zero” di Duca di Dolle, lo chef Marko Gorela dell’ Istrian Tapas – LifeClass Hotel di Porto Rose (SLO) con il piatto “L’inspirazione del pescatore Stane” realizzato con branzino Fonda con tartara di cetriolo bruciato, olio d’oliva al limone di Lisjak, cocomero con grappa al ginepro e agrumi, gel di tuorlo d’uovo con aceto Mate, gazpacho di limoni canditi abbinato al Ferrari Perlè 2010 TrentoDoc.

Ed ancora il giovane chef  Marco Pirillo di Marcandole (TV) con il risotto con zucchine gialle, carpaccio di cappesante, caviale Giaveri (caviale prodotto a Treviso) e riduzione di crostacei abbinato al vino Amandum Friulano 2013 di dai Moras,  lo chef Carlo Nappo del Podere dell’Angelo (PN) con il riso servito al tavolo, la stracciatella di Visinale, agrumi, mare, orto e le sue acidità abbinato al vino Filo di Arianna di Tenuta Roveglia, lo chef travisano Marco Parenzan del ristorantino enoteca Makallè (TV) con il piatto dell’anguilla del Sile croccante, crema di burrata, lamponi ed erbe aromatiche del suo orto abbinato al vino macerato OrangeOne di Paraschos.  Chiude in bellezza lo chef Dimitri Mattiello  del Dimitri Restaurant (VI), vincitore dell’Award “Ristorante emergente” con il dessert freschezza al pompelmo rosa con collezione dell’orto 2017 abbinato al Gi Gin Mule di Fred Jerbis 43 (PN) un Gin realizzato in Friuli con ben 42 botaniche ed preparato per l’occasione con la Scortese Organic ginger beer di Bevande Futuriste. Il mio invito pertanto è quello di andarli a trovare nei rispettivi loro ristoranti, anche voi rimarrete piacevolmente sorpresi, ne sono sicuro. Ai colleghi chiedo di dare più equilibrio e pesi giusti alla parola “stellato”.

Maurizio Potocnik

Guida Magnar Ben BEST GOURMET

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I CAMPIONI DEL GUSTO 2017 DI CLUB MAGNAR BEN/BEST GOURMET A JESOLO

Comunicato stampa 19/06/2017

A BEST OF ALPE ADRIA TUTTI PRESENTI I MIGLIORI RISTORANTI E VINI DEL 2017.

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Jesolo e la laguna di Venezia, un palcoscenico unico con lo sfondo del faro di Jesolo per l’edizione 2017 di Best of Alpe Adria, ideata dall’enogastronomo Maurizio Potocnik fondatore del Club Magnar Ben, 2 giorni di gusto e sorprese per giornalisti e gourmet.

BEST OF ALPE ADRIA 2017, con il patrocinio della Città di  Jesolo, la collaborazione istituzionale dell’associazione Jesolana Albergatori (AJA), di Terrazza Mare Marcandole, del ristorante Marcandole e della Cattel Catering si è svolta con il pieno successo tra la cerimonia della consegna degli Awards delle migliori cucine e vini, il brindisi/degustazione dei vini vincitori, Seven la Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria e il giorno successivo il press educational dedicato alla laguna tra Jesolo e Venezia ed al suo ecosistema tra isole, barene, canali e valli.

Giovedì 15 giugno 7° Awards Best of Alpe Adria 2017.

Tutti presenti “i campioni del 2017” arrivati da gran parte delle regioni e degli stati che compongono l’Alpe Adria tra l’Italia, la Slovenia, l’Austria e la Croazia, 10 premi alla ristorazione, 9 ai vini e  2 premi speciali (in allegato tutti gli Awards 2017).  Una grande emozione “dice Maurizio Potocnik”, coaudiovato da un importante team giornalistico, aver potuto assaggiare i piatti, i vini e poi incontrare chi li ha realizzati e prodotti, poter ascoltarli, ognuno con la sua storia, un pensiero uno stile non solo in cucina, in vigna o in cantina, ma anche uno stile di vita è una grande emozione, un vero arricchimento personale mio e di tutta la platea presente. Tra i premi alla ristorazione, tra cucina moderna, tradizionale, cucina d’hotel, trattorie, osterie, miglior piatto, anche un premio speciale alla carriera alla spumeggiante Lucia Gius, la cuoca trentina che dopo una vita ai fornelli di Maso Cantanghel, lo scorso anno si è ritirata dal mondo della ristorazione (tutti gli awards della cucina e dei vini in allegato).

SEVEN Gran Cena di Gala,7 giovani chef e 7 abbinamenti. Il futuro gastronomico dell’Alpe Adria è in buone mani.

Alle ore 21 nell’unica terrazza panoramica con vista sull’Adriatico, sul faro e fiume Sile è andata in scena SEVEN, una delle cene più interessanti dell’anno e di tutto il panorama territoriale. 70 gli ospiti, sette i giovani chef hanno dato vita ad un percorso tra Istria e Garda, tra Adriatico, fiumi e orti ad un menù di 7 portate e 7 abbinamenti: Luca Cesaro di Terrazza Mare Marcandole (VE) con il tonno marinato alle erbe, rapa rossa e maionese alla soia abbinato allo “Zero infinito” di Pojesr e Sandri, Andrea Nardin chef dell’ Antico Veturo (PD) che ha presentato un carpaccio d’orata, piselli, mandorla fresca, albicocca, erbe spontanee e  acqua di pomodoro ai lamponi abbinato al Superiore di cartizze “Zero” di Duca di Dolle, lo chef Marko Gorela dell’ Istrian Tapas – LifeClass Hotel di Porto Rose (SLO) con il piatto “L’inspirazione del pescatore Stane” realizzato con branzino Fonda con tartara di cetriolo bruciato, olio d’oliva al limone di Lisjak, cocomero con grappa al ginepro e agrumi, gel di tuorlo d’uovo con aceto Mate, gazpacho di limoni canditi abbinato al Ferrari Perlè 2010 TrentoDoc.

Ed ancora il giovane chef  Marco Pirillo di Marcandole (TV) con il risotto con zucchine gialle, carpaccio di cappesante, caviale Giaveri (caviale prodotto a Treviso) e riduzione di crostacei abbinato al vino Amandum Friulano 2013 di dai Moras,  lo chef Carlo Nappo del Podere dell’Angelo (PN) con il riso servito al tavolo, la stracciatella di Visinale, agrumi, mare, orto e le sue acidità abbinato al vino Filo di Arianna di Tenuta Roveglia, lo chef travisano Marco Parenzan del ristorantino enoteca Makallè (TV) con il piatto dell’anguilla del Sile croccante, crema di burrata, lamponi ed erbe aromatiche del suo orto abbinato al vino macerato OrangeOne di Paraschos.  Chiude in bellezza lo chef Dimitri Mattiello  del Dimitri Restaurant (VI), vincitore dell’Award “Ristorante emergente” con il dessert freschezza al pompelmo rosa con collezione dell’orto 2017 abbinato al Gi Gin Mule di Fred Jerbis 43 (PN) un Gin realizzato in Friuli con ben 42 botaniche ed preparato per l’occasione con la Scortese Organic ginger beer di Bevande Futuriste. Tra i vari interventi tra giornalisti, ospiti e produttori anche lo chef sloveno Tomaz Kavcic ormai riconosciuto tra i più famosi chef d’Europa ed alcuni direttori dei programmi televisivi italiani dedicati al mondo della ristorazione e del vino.

Venerdì 16 giugno Press educational: la laguna di Jesolo e Venezia e i suoi segreti.

Una giornata in una tipica imbarcazione lagunare “il bragosso” condotta magistralmente al timone da Francesco Burlando organizzata da Club Magnar Ben e l’amministrazione del comune Città di Jesolo. Tante curiosità e dettagli su questa estensione unica al mondo con 550 km quadrati dei quali solo l’ 8% sono occupati da isole, l’11% permanentemente coperta da acqua e l’80% composta da piane di marea e paludi di acqua salata. Una vera e propria attrazione per turisti che affollano Venezia e Jesolo, divenuta patrimonio dell’Unesco dal 1987.

Isole ai più sconosciute, silenzi ancestrali, barene, canali, erbe spontanee, percorsi naturalistici in bicicletta, una ricca e affascinante storia secolare da scoprire parte in barca, parte a piedi, come abbiamo fatto noi partiti per acque tra Preporti e Lio Piccolo all’agriturismo Le Saline in direzione nord della laguna sopra l’isola di Torcello, poi una breve sosta all’isola di Mazzorbo con visita al vigneto di Dorona a Venissa, ed ancora vigneti e cantina nella più grande isola veneziana quella di S. Erasmo, famosa per le “castraure” ovvero i carciofi violetti di S. Erasmo. Qui un unico vino prodotto in poco meno di 18.000 esemplari chiamato Orto di Venezia (Award miglior vino bianco Alpe Adria 2017). Ad aspettarci, oltre ad animali da cortile immersi nella spontanea ruralità, Michel Thoulouze, l’imprenitore della televisione francese che dopo aver girovagato il mondo, nell’isola di S. Erasmo ha trovato la sua dimensione e il gusto di fare vino, questo davvero speciale e prodotto con uve dei suoi vigneti isolani di Malvasia Istriana, Fiano d’Avellino e Vermentino, tre vitigni “di mare” per un vino che racchiude sapidità unito ad un ricco “suk” di profumi di fiori di mandorla, di liquirizia, buccia d’arancia, miele di barena e masala lagunare. Ancora un viaggio nel tipico bragosso veneziano e l’ultima interessante sosta nel cuore della laguna a Lio Piccolo, dove un lembo di terra corre tra canali e valli da pesca 8ora non più possibile). Un’atmofera quasi surreale al calar del sol tra l’acqua salmastra, varietà d’uccelli insoliti, orti, e giuggiole, si le famose giuggiole (dette in veneziano “zizole”) quelle del “brodo” tanto per capirci, la piccola chiesa dedicata a Santa Maria della Neve e la decadenza del palazzetto seicentesco Boldù quasi a vigilare la natura intorno ed il suo lento fluire.

Ad attenderci, Gabriele Bisetto, esperto di piante spontanee delle barene, il maestro vignaiolo Walter Nardin con il suo vino naturale “Nata Bianca” (incrocio Canzoni sui lieviti prodotto sul Piave) e lo chef Veneziano Daniele Zennaro, uno dei pochi chef che conoscono profondamente e hanno studiato le erbe spontanee delle barene lagunari ed il loro utilizzo in cucina abbinato al pesce povero dell’alto Adriatico. Dall’aperitivo al santonico, si eleva in bocca la sapidità della minutina fritta in pastella (erba stella) assieme alla salsa dei go (uno dei pesci poveri della laguna), si morde un rinfrescante “tacos Veneziano” fatto con radicchio di Chioggia il pesce lotregano con il finocchio di mare e la portulaca (strepitoso), oppure le sarde arrostite con la misticanza di tarassaco, bieta selvatica, carletti, spinaci di mare con olio e semi di canapa. La tagliatella con margarote (conchiglia con 2 valve, a forma di cuore), salicornia e fiori di malva stupisce per cromie e gusti e il dolce finale con i petali di magnolia in tempura con aceto balsamico di ciliegie. Un riconoscimento a questo chef bisognerebbe proprio darlo! Insomma una laguna sorprendente, ricca, curiosa e gustosa come nessun altro luogo al mondo, in Alpe Adria naturalmente!

Piccola legenda delle erbe spontanee delle barene utilizzate: Salicornia, minutina, portulaca, finocchio di mare, sintonico.

Club magnar ben Editore ringrazia l’amministrazione comunale della Città di Jesolo, l’Associazione Jesolana Albergatori, Roberto Bardella, Terrazza Mare Marcandole, Ristorante Marcandole, Cattel Catering (fornitore ufficiale del pesce), tutti gli chef, i vignaioli e i prodotti di “Seven” gran cena di gala dell’Alpe Adria 2017, tutti i ristorantori e vignaioli premiati, tutto la staff giornalistico  al completo di guida Magnar Ben Best Gourmet, i giornalisti dei media televisivi e della carta stampata intervenuti.

L’arrivederci è per il prossimo anno con Club Magnar Ben Editore, Guida Magnar Ben Best Gourmet e Best of Alpe Adria.

RESTAURANTS AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017 

MIGLIOR RISTORANTE ALPE ADRIA

Locanda Margon – Trento (TN)

 

MIGLIOR RISTORANTE DELLA TRADIZIONE ALPE ADRIA 2017

Da Nando – Mortegliano (UD)

 

MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE ALPE ADRIA 2017

Dimitri – Altavilla Vicentina (VI)

 

MIGLIOR RISTORANTE D’HOTEL ALPE ADRIA 2017

Il Fogolar/Là di Moret – Udine (UD)

 

MIGLIOR TRATTORIA ALPE ADRIA 2017

Cavour – Dossobuono (VR)

 

MIGLIOR OSTERIA ALPE ADRIA 2017

La Madonnetta – Marostica (VI)

 

MIGLIOR AGRITURISMO ALPE ADRIA 2017

EL Brite de Larieto – Cortina d’Ampezzo (BL)

 

MIGLIOR PIATTO ALPE ADRIA 2017

Da Omar – Jesolo – (VE)

 

MIGLIOR CARTA VINI DELL’ALPE ADRIA 2017

La Corte – Follina (TV)

 

MIGLIOR CARRELLO DI FORMAGGI 2017

Miramonti l’altro Costorio di Concesio (BS)

 

PREMIO ALLA CARRIERA ALPE ADRIA 2017

Lucia Gius – Maso Cantanghel – Civezzano (TN)

 

SPECIAL AWARD 2017

1°edizione Miglior rivista enogastronomica BEST OF ALPE ADRIA 2017

VITAE” trimestrale dell’ Associazione Italiana – Sommelier – Milano. 

 

WINES AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017

WINE AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017

Vino – identità/ wine identity

Puro Rosè 2006 Movia (SLO)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

bollicina da metodo classico/sparkling wine from classic method

Revolution Pas Operè 2012 Cà del Vent (BS – ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

bollicina da metodo Italiano/sparkling wine from italian method

Zero Valdobbiadene Superiore di Cartizze 2015  Duca di Dolle (TV- ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

vino bianco/white wine

Orto di Venezia Magnum 2011 Orto di Venezia  (VE – ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

vino rosso/red wine

Denxo 2010 Bixio Poderi (VR – ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

vino autoctono/ autocton wine

Filo di Arianna 2014 Tenuta Roveglia (BS –ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

vino passito/raisin wine

Francisca XI 2011 Marco Sambin – (PD- ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

vino biologico/biologichal wine

Zero Infinito Pojer e Sandri (TN -ITA)

 

WINE AWARD BEST OF ALPE ADRIA 2017

Macerato/orange wine

OrangeOne 2012 Parascos (GO-ITA)

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BEST OF ALPE ADRIA 2017 JESOLO CAPITALE DEL GUSTO DELLA MACROREGIONE EUROPEA. Jesolo and Venice Lagoon Press educational.

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BEST OF ALPE ADRIA 2017 JESOLO CAPITALE DEL GUSTO DELLA MACROREGIONE EUROPEA. Jesolo and Venice Lagoon Press educational.

Il 16 giugno, si proseguirà con un “Lagoon press educational” organizzato dal Club Magnar Ben Editore, sempre con la collaborazione ed il patrocinio della Città di Jesolo, dedicato alla Laguna tra Jesolo e Venezia ed al suo meraviglioso ma fragile ecosistema tra barene, valli e canali. Si parlerà e si scopriranno le erbe spontanee delle barene e del suo utilizzo in cucina. Saranno infatti Gabriele Bisetto (esperto di botanica lagunare) ad accompagnare l’imbarcazione prima a nord di Jesolo, poi per una sosta gourmet con Maurizio Potocnik e la famiglia Bisol a Venissa nell’Isola di Mazzorbo per scoprire la cucina di Francesco Brutto chef di Venissa che regalerà in collaborazione con gli chef di Terrazza Mare Marcandole della famiglia Bardella e Rorato, un panorama enogastronomico gourmet dedicato alla cucina di mare ed alle erbe spontanee abbinato ai vini Maeli, azienda vinicola del gruppo della Famiglia Bisol. Ancora sorprese in bocca  e nei bicchieri nella sosta finale a Lio Piccolo, nel centro della laguna dove nella vecchia sede comunale saranno allestiti alcuni cooking show per scoprire alcune ricette “perdute” dell’antica repubblica di Venezia. Un finale al calar del sole nella magica atmosfera naturale della Laguna tra Jesolo e Venezia tra sapori antichi e gusti moderni.

Al press educational arriveranno da tutta italia e dalla macroregione 40 tra i più rappresentativi giornalisti del mondo dell’enogastronomia e dei viaggi, comprese alcune televisioni nazionali che gireranno tra Jesolo e la laguna alcune trasmissione dedicate all’enogastronomia della macroregione e al mondo degli orti e delle erbe spontanee delle barene.

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SEVEN – LA GRAN CENA DI GALA DELL’ALPE ADRIA 2017, con 7 giovani chef e 7 vini della macroregione

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BEST OF ALPE ADRIA 2017 – TERRAZZA MARE JESOLO – SEVEN GRAN CENA DI GALA DELL’ALPE ADRIA 2017

Alle ore 20,30 sarà di scena, sempre nella splendida e rappresentativa location di Terrazza Mare Marcandole, “SEVEN”una innovativa cena a 14 mani con 7 giovani chef e 7 grandi vini provenienti dalla macroregione europea. SEVEN percorrerà dall’Istria al Garda il tema del pesce dell’Alto Adriatico e di fiume tra orti ed erbe aromatiche stagionali, con una particolare selezione di giovani chef dai 26 ai 34 anni che stanno dimostrando una grande tecnica e una profonda conoscenza della materia. Gli chef selezionati da Club Magnar Ben sono: Luca Cesaro -Terrazza Mare Marcandole (VE) – Andrea Nardin – Antico Veturo (PD) – Marko Gorela – Istrian Tapas  dell’Hotel LifeClass di Portorose (SLO) – Marco Pirillo – Marcandole (TV) – Carlo Nappo – Podere dell’Angelo (PN) -  Marco Parenzan – Makallè (TV) – Dimitri Matiello – Dimitri Restaurant vincitore del premio “miglior ristorante emergente 2017” di Altavilla Vicentina (VI).

Sette anche gli abbinamenti alle  sette portate gourmet tra cui 6 vini abbinati ed un Gin in finale: Zero Infinito di Pojer e Sandri (TN), Superiore di Cartizze “Zero” di Duca di Dolle (TV), Ferrari Perlè 2010 Trentodoc (TN), Amandum Friulano 2013 dell’azienda agricola Dai Moras (GO), Filo di Arianna di Tenuta Roveglia (BS) e l’ OrangeOne 2012 di Paraschos (GO). Chiude la sfilata degli abbinamenti un GIN prodotto in Alpe Adria e precisamente in Friuli Venezia Giulia, il Fred Jerbis distillato con 43 botaniche da una ricetta di maestri aromatieri e liquoristi del 1946.

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